M'illumino d'immenso

Amo vivere, ridere, cantare Amo il sole, il cielo, il mare Amo ricevere ....ma soprattutto dare tanto amore!!!!!
giovedì, 24 luglio 2008

CIAO

Ciao a tutti, manco ormai da piu' di un mese e desideravo ringraziare affettuosamente tutti coloro che sono costantemente passati di qui, dimostrandomi il loro calore nei miei confronti. Purtroppo sono stata strapresa perchè al mio normale lavoro si è aggiunta "l'ultima grossa tirata" allo scopo arrivare alla svolta finale di  quanto sotto:


"Confcommercio, insieme a Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, ha sottoscritto dopo 18 mesi di trattative il nuovo Contratto nazionale di lavoro del terziario, distribuzione e servizi che interessa quasi due milioni di lavoratori. Un risultato importante, che premia gli sforzi di entrambe le parti per ricercare soluzioni utili ad affrontare le esigenze di competitività delle imprese commerciali e dei servizi in una difficile fase economica e contemporaneamente dare una risposta significativa alla crescita dei salari erosi dall'inflazione, nel rispetto degli accordi che attualmente regolano il rinnovo dei contratti.


Si tratta di un accordo che, secondo Confcommercio, “conferma la capacità di innovazione dei contratti del terziario nel trovare soluzioni alle specificità del settore e valorizza la bilateralità attraverso il lavoro di Commissioni specifiche che promuoveranno lo sviluppo e la rivalutazione degli Enti Bilaterali, del welfare contrattuale e della formazione per l'apprendistato. Ed è il primo passo verso un positivo confronto sulla riforma del modello contrattuale, tema sul quale, nelle prossime settimane, si aprirà una fase importante con il Governo e con le organizzazioni Confederali nella quale Confcommercio vuole giocare un ruolo da protagonista nel cambiamento del sistema”. “La firma di questo importante contratto nazionale – continua Confcommercio - può trasformarsi in un momento di svolta nel sistema delle relazioni sindacali se, nei prossimi mesi, gli impegni assunti da entrambe le parti si concretizzeranno, al centro e in periferia, anche nella prossima contrattazione di secondo livello, in uno sforzo comune e concreto per affrontare i temi legati alla produttività, all'organizzazione del lavoro e al servizio al cliente”. “Il rammarico – conclude la Confederazione - è che questa esigenza di collaborazione costruttiva finalizzata alla crescita economica del settore e al consolidamento dell'occupazione non sia stata avvertita dalla Filcams-Cgil, che ha abbandonato il tavolo della trattativa rompendo una prassi consolidata e rinunciando ad un ruolo importante”. “Le imprese del settore, in presenza di una evidente crisi dei consumi, di improrogabili esigenze di competitività e di fronte alle difficoltà che il contesto economico riserverà per i prossimi mesi, hanno voluto fare la loro parte dimostrando attenzione e sensibilità utili a ricreare un clima positivo nelle aziende e nel Paese. Ed è per questi motivi che la trattativa è stata lunga e complessa”. E' il commento alla firma del contratto di Francesco Rivolta, presidente della Commissione lavoro di Confcommercio. “L'accordo – continua Rivolta - con responsabilità e rinnovato spirito costruttivo dà risposte significative, da un lato all'oggettiva questione della riduzione del reddito della famiglie, dall'altro all'esigenza delle imprese verso i consumatori in termini di qualità e quantità del servizio. Auspichiamo, pertanto, un ripensamento della Filcams-Cgil che, tra l'altro, condivide con le altre organizzazioni sindacali importanti ruoli negli organismi bilaterali di categoria che devono continuare a lavorare costruttivamente nell'interesse delle imprese e dei lavoratori, senza rischiare di subire contraccolpi e strumentalizzazioni politiche che niente hanno a che fare con il settore e le sue esigenze”. “La conclusione di questo difficile negoziato di settore – conclude Rivolta - potrebbe inoltre contribuire a superare una fase di contrapposizione e di conflitto, per aprirne una nuova all'insegna di una collaborazione costruttiva affinché gli interessi delle imprese e dei lavoratori possano trovare risposte sempre più convincenti e innovative”.


Ccnl terziario: la scheda


  • Il precedente contratto del terziario era scaduto il 31.12.2006. La trattativa è iniziata nel febbraio 2007



  • L'ipotesi di accordo per il terziario ha durata quadriennale e regolerà, fino al 31 dicembre 2010, la parte economica e normativa dei rapporti di lavoro per i dipendenti del settore.


•  La durata quadriennale garantisce la possibilità per le aziende di traguardare nel lungo periodo le prospettive di crescita e di preventivare meglio i costi.

 



  • L'aumento salariale complessivo al 4° livello è di 150 euro; la corresponsione della prima tranche di aumento è stata anticipata al 1° febbraio 2008.


•  Dal punto di vista normativo, il Ccnl terziario ha fornito una prima importante risposta per una regolamentazione equa e generalizzata del lavoro domenicale
•  Al secondo livello è stata rinviata la possibilità di “tarare” più puntualmente le risposte alle esigenze di aziende e territorio.
•  Apprendistato, aspetti dell'orario di lavoro e diritti sindacali completano il quadro normativo del Ccnl con la funzione di fissare regole chiare per l'avvenire per imprese e lavoratori con l'intento di perseguire irrinunciabili obiettivi di incremento di competitività e produttività

sono state attribuite alla bilateralità ed agli strumenti del welfare contrattuale nuove ed importanti funzioni, unitamente ad un progetto mirato a garantirne una sempre migliore gestione e funzionamento .


Grazie ancora  tutti per la pazienza e l'affetto. Tra qualche giorno andrò in vacanza, ci ritroveremo a settemnbre.


Un bacio, un abbraccio e buone vacanze a tutti.



Meg


postato da santamargherita alle ore 09:30 | link | commenti (1)
categorie: impegni
venerdì, 20 giugno 2008

Misteriosi omicidi in cittĂ 

Misteriosi omicidi in città


Come uno che, per strada deserta, / cammina tra paura e terrore / e guardatosi intorno una volta, va avanti / e non volta mai più la testa / perché egli sa, un orrendo demonio / a breve distanza lo segue.

(S. T. Coleridge, La ballata del vecchio marinaio)




Milano, quella frenetica e caotica della fine degli anni Novanta. Alle soglie della primavera del 1997, i crimini di un killer ancora a piede libero raffreddano il clima tiepido del mese di marzo. Gli agenti di polizia diffondono un identikit: Gaspare Zinnanti, trentaquattrenne di origini palermitane, è ricercato, formalmente come supertestimone, ma in realtà grava su di lui l'accusa di duplice omicidio. Una tranquilla domenica mattina, una ragazza viene rapinata nei pressi della Stazione Centrale. La ragazza è una giornalista che, da brava addetta ai lavori, conosce i fatti di cronaca del momento e, grazie ad alcune foto pubblicate sui giornali, riconosce nell'uomo che le ha sottratto del denaro il ricercato Gaspare Zinnanti. La donna corre a riferire quanto successo alla Polfer, che, poco dopo, ferma e arresta il ragazzo. Gaspare non nasconde nulla di fronte agli inquirenti: confessa tutto, anzi di più. Ammette la sua responsabilità in un terzo omicidio e si autoaccusa di un tentato omicidio. Ma che cosa ha fatto Gaspare Zinnanti?  Nel 1992, questo ragazzo di bella presenza, spigliato e affabile nei modi, conosce Francesca Coelli, un'ex insegnante divorziata e benestante, che abita in un elegante appartamento di via Vanvitelli, nel cuore del quartiere Città Studi. La donna non è più giovane (ha cinquantadue anni), e non è più bella, ma a Gaspare non interessa e decide di convivere con lei. Il loro rapporto, più che altro di natura sessuale, si interrompe in un pomeriggio del marzo del '97, quando Gaspare impugna un martello e colpisce Francesca alla testa ferendola mortalmente. Il corpo senza vita della donna viene rinvenuto dal fratello il 21 marzo. Gaspare prende il treno e fugge a Roma, dove resta solo un giorno, poi torna a Milano, deciso a rivedere una sua vecchia conoscenza. Esce dalla Stazione Centrale e cammina per un po', poi imbocca le scale che portano alla metropolitana, linea gialla, stazione Sondrio. Si mischia tra la folla, avvicinandosi al bordo della banchina. Appena prima che passi il treno appoggia la mano sulla schiena di una donna e la spinge giù dal marciapiede. Genoveffa Nuzzo, una casalinga di quarant'anni, viene subito ricoverata per trauma cranico ed edema cerebrale. Operata, rimane undici giorni in coma, ma alla fine è salva. Quello stesso giorno, Gaspare si reca in viale Monza, dove abita un suo amico di vecchia data. Alvaro Calvi, ex marinaio, ex porta valori, ora cinquantottenne in pensione, lo accoglie a braccia aperte e lo invita a fermarsi nel suo monolocale fin quando lo desidera. La relazione tra i due uomini è di natura omosessuale: Alvaro è molto legato al ragazzo, gli vuole bene, ma questo non impedisce a Gaspare di colpire l'uomo alla testa con un martello. Il cadavere di Calvi viene trovato dal cognato sabato 22 marzo. Zinnanti, di nuovo senza casa, si dirige verso la Stazione Centrale, dove incontra Vincenzo Zenzola, un tossicodipendente di quarantatre anni, schedato dalla polizia per piccoli precedenti. I due si conoscono di vista e Gaspare, che non sa dove trascorrere la notte, accetta di seguire l'uomo in una palazzina abbandonata dalle parti di via Ripamonti, alla periferia sud della città. La mattina seguente è solo Gaspare che si sveglia, perché Vincenzo ha la testa sfondata. E' lo stesso Zinnanti a confessare l'omicidio alla polizia, che recupera il corpo dell'uomo in un edificio di via Sibari. Perché Gaspare uccide? Ciò che racconta alla polizia, dopo non poche ritrattazioni, ha dell'incredibile. E' stata Francesca a chiederglielo, infatti Gaspare è sicuro di averle sentito dire: «Tu sai cosa devi fare»; quanto ad Alvaro «Gliel'ho letto negli occhi che mi chiedeva di ucciderlo»; mentre con Vincenzo, Gaspare ha compiuto un atto di «purificazione». Infine, ha spinto la signora Genoveffa sui binari della metropolitana, perché gli «mancava l'aria» e doveva «fare qualcosa prima di morire». Dice: «Io gli volevo bene […] io non li odiavo […] non volevo che soffrissero, la vita è triste, è fatta di tanti passaggi, si deve passare da uno stadio all'altro, io volevo far del bene». Sono frasi sconnesse, deliranti, che spingono i sostituti procuratori che si occupano del caso a chiedere una perizia psichiatrica. E' il professor Gianluigi Ponti, docente di psicopatologia forense e criminologia all'Università di Milano, che incontra Gaspare Zinnanti e ciò che il ragazzo gli racconta nel corso di tre colloqui, lo porta a concludere che Zinnanti è «affetto da una grave e acuta schizofrenia e dotato di elevatissima pericolosità sociale». Gaspare si sente investito da una missione divina e crede che le sue azioni siano guidate da forze sovrannaturali: il crocefisso gli parla, sente delle voci e avverte delle presenze, in un concerto di allucinazioni che lo portano a uccidere le persone che gli danno affetto, offrendo loro la salvezza.  La storia di questo serial killer risulta ancora più strana se si pensa che, prima di quei dieci giorni di follia, il ragazzo non da segni di squilibrio, pur conducendo una vita dura e difficile fin dalla prima infanzia. E' un bambino orfano di padre, Gaspare, che cresce e resta in collegio fino all'età di quattordici anni. Cattive compagnie, amicizie che non lo aiutano, la droga, poi il servizio militare che sembra rimetterlo in carreggiata, tanto che decide di sposarsi e di cercare lavoro. Il matrimonio, però, non va bene e sul lavoro Gaspare ha frequenti discussioni con i suoi superiori. La sua realtà è fatta di eroina, hashish, Roipnol, furti di automobili, rapine ai negozi, prostituzione. Quando non è in carcere (dove trascorre in tutto sei anni), dorme alla Stazione Centrale, sulle panchine, a volte a casa di un amico. Poi, conosce Francesca. Gaspare Zinnanti è ritenuto incapace di intendere e di volere ed è pericoloso sia per gli altri che per se stesso, ecco perché i giudici ne dispongono l'immediato internamento in un ospedale psichiatrico giudiziario, dove deve restare non meno di dieci anni. E' in una cella del manicomio criminale di Reggio Emilia, che, nel luglio 2001, gli agenti di custodia trovano il corpo di Gaspare impiccato alle sbarre. In Italia, come del resto nella maggior parte dei paesi industrializzati, il fenomeno degli omicidi seriali, seppur tenuto sotto controllo, è in continuo aumento, in modo particolare in Lombardia. Gli esperti del settore ritengono che nel Bel Paese i serial killer in libertà siano circa una trentina; più prudenti gli investigatori che ne stimano non più di dieci. In ogni caso, come si dice, guardatevi le spalle.











Uno degli spazi della Stazione Centrale dove forse trovava riparo Gaspare Zinnanti










Vi segnalo:


su www.milanoeprovincia.splinder.com il Festival Latino Americano, a Milano dal 18 giugno al 18 agosto


su www.lacucinadimeg.splinder.com la ricetta toscana dei Crostini di Pitigliano






Buon week end a tutti.

Meg










di Francesca Belotti e Gian Luca Margheriti - fonte vivimilano
postato da santamargherita alle ore 10:23 | link | commenti (66)
categorie: milano, storia, cronaca, lombardia, delitti, omicidio, criminalitĂ 
giovedì, 19 giugno 2008

Caro benzina: maxi stangata sulle vacanze degli italiani

Caro benzina: maxi stangata sulle vacanze degli italiani


Aumenti record per il carburante dei voli: in media 110 euro.


Il Codacons avverte: «i Tour Operator non possono variare i prezzi nei 20 giorni che precedono la partenza».


Il caro benzina sta producendo una maxi stangata per gli italiani che si accingono a partire per le vacanze, sotto la voce «adeguamento carburante» i tour operator stanno chiedendo di versare maggiorazioni che sono vere e proprie stangate. La cifra è variabile a seconda della distanza da percorrere con l'aereo, si va da 200 euro per località come Messico e Maldive a 30 euro per chi deve andare in Tunisia. In pratica una famiglia di 4 persone in partenza per i Caraibi si trova a dover versare 800 euro: una vera e propria bastonata! In media è stato chiesto un aumento di 110 euro a persona. Somme che sembrano superiori persino alla pur astronomica impennata dei prezzi di gasolio e benzina. Il Codacons ricorda ai consumatori le regole stabilite dal Codice del Consumo (decreto legislativo n. 206 del 6/9/2005) che regolamenta il pacchetto turistico:

1) la revisione del prezzo non è ammessa se non è espressamente prevista nel contratto, anche con la definizione delle modalità di calcolo. Se questa clausola non c'è, quindi, il consumatore non è tenuto al pagamento.

2) i costi devono essere adeguatamente documentati dal venditore

3) la revisione non può in ogni caso essere superiore al 10% del valore del pacchetto nel suo originario ammontare. Se tale percentuale viene superata l'acquirente può recedere dal contratto ed essere rimborsato entro 7 giorni lavorativi dal momento del recesso.

4) nessun aumento è consentito negli ultimi 20 giorni che precedono la partenza.


fonte newsfood


Vi segnalo:


su www.milanoeprovincia.splinder.com un interessante ritratto di abitudini, usi e costumi dei trentenni milanesi;


su www.lacucinadimeg.splinder.com la ricetta degli gnocchi alla polpa di granchio


su www.transitando.splinder.com si parla della Oasis, la nave piu' grande del mondo.


Buona giornata a tutti.


MEG

postato da santamargherita alle ore 08:41 | link | commenti (16)
categorie: abusi, aumenti, carburante, caro prezzi
martedì, 17 giugno 2008

Calcio storico fiorentino

Calcio storico fiorentino






A Firenze si gioca al calcio storico








"Il Calcio Fiorentino" non fu altro che uno dei tanti modi di giocare con quel corpo sferico di varie grandezze, che sappiamo essere stato usato in tutte le parti del mondo fin da tempi molto remoti. Dagli antichi Greci, che chiamavano il gioco "Sferomachia", fino ai Romani che, con il nome di "Harpastum" (che etimologicamente significa "strappare a forza") lo praticavano su terreni e arene sabbiose applicando precise regole alle quali le due squadre in campo, di uguale numero di giocatori, dovevano attenersi nello svolgimento della competizione agonistica. Le gare avevano un carattere molto virile ed aggressivo: risse, lotte serrate e continui scontri fisici per il possesso della palla tempravano lo spirito dei giocatori e sviluppavano il fisico di cittadini e legionari che abitualmente lo praticavano. L'Arpasto, radicato nel costume di vita dei Romani, fu sicuramente introdotto anche nella "colonia Florentia", l’attuale città di Firenze, dove divenne in seguito il gioco tipico della citta'. Il "calcio fiorentino" altrimenti detto anche "calcio in livrea" veniva praticato a Firenze quotidianamente da tutta la gioventu' per le strade e per le piazze, anche se con il trascorrere del tempo assunse importanza per l’organizzazione di alcune partite, allestite in modo particolarmente sontuoso, giocate dai nobili cittadini che indossavano sfarzose "livree" (da cui il nome "calcio in livrea) nelle piazze piu' significative ed importanti della città. I giocatori del FigurantiCalcio in Livrea (chiamati poi calcianti) erano uomini di un’età compresa solitamente tra i 18 e i 45 anni, prestanti fisicamente e di ottima fama. Tra loro si ricordano addirittura alcuni futuri Pontefici e cioè Giulio de' Medici, Papa Clemente VII Alessandro de' Medici,! Papa Leone XI Maffeo Barberini, Papa Urbano VIII. Il Calcio Fiorentino veniva giocato, oltre che nel periodo del Carnevale, anche nelle piu' svariate ricorrenze o particolari avvenimenti. Il Calcio in Livrea continuo' così a svolgersi senza interruzioni addirittura fino al Settecento quando le partite, almeno quelle "organizzate", caddero in completo disuso. L'ultima gara ufficiale si svolse nel gennaio del 1739 in Piazza Santa Croce: dopo questa il secolare gioco finì del tutto, almeno come pubblica manifestazione di spettacolo organizzato. A cavallo fra il XIX ed il XX secolo si giocarono due partite: furono pero' soltanto delle manifestazioni rievocative che non ebbero alcun seguito. Si arrivò quindi al maggio 1930, quarto centenario dell'assedio di Firenze e della morte di Francesco Ferrucci, perche' la storica manifestazione riprendesse con rinnovato vigore ed entusiasmo. Attualmente il Calcio Storico Fiorentino, rappresenta piu' di un’affascinante e spettacolare manifestazione a livello mondiale. E' una grande rievocazione storica che anima una tradizione locale contribuendo a tenere vivo ed in fermento , anche in clima moderno, il carattere fierodella citta', conservando una  parte della tradizione di Firenze contro le inevitabili ingiurie del tempo, degli uomini e dei mutati costumi. Dal 1930, salvo il periodo bellico, si svolgono puntualmente fra le secolari mura cittadine le sfide fra i giocatori (calcianti) dei quattro Quartieri storici di Firenze: i Bianchi di Santo Spirito, gli Azzurri di Santa Croce, i Rossi di Santa Maria Novella e i Verdi di San Giovanni, nell’incomparabile scenario di Piazza Santa Croce. Tre (due eliminatorie e la finale) sono le partite che tuttora si svolgono nel mese di giugno a Firenze in occasione degli annuali festeggiamenti del Santo Patrono nell’incomparabile scenario di Piazza Santa Croce, e vogliono idealmente ricol! legarsi a quella famosa del 1530, dispuatata dai fiorentino nel corso di un assedio.


Il corteo storico


Il corteo che precede le manifestazioni agonistiche del calcio fiorentino detto anche “corteggio”, si muove dall'antico convento domenicano di Santa Maria Novella, tra gli  squilli di trombe ed il tipico  rullare dei tamburi che intonano la Marcia fino al Campo di giuoco. Il variegato corteo, composto da circa 530 personaggi (o figuranti) tutti rigorosamente vestiti in costume tipico con le "livree" dei calcianti, le cinquecentesche divise dei nobili fiorentini (che anche fino a poco tempo fa venivano scelti fra i discendenti delle famiglie storiche cittadine) e dei fanti, con le armi, le armature e le bandiere dell'epoca riporta indietro la città ai tempo del Rinascimento.Tutti gli elementi del Corteo infatti  vengono riproposti  come effettivamente erano nel passato: costumi, armi, armature, insegne, oltre che le musiche e i comandi impartiti. I partecipanti, tutti dietro al Gonfalone di Firenze, sfilano con un ordine ben preciso. Prima  i “Sergenti degli Otto di Guardia” in corazza e borgognotta piumata poi il Maestro di Campo con uniforme di velluto nero e la spada, la Scorta del Maestro di Campo  composta da due Cornette di Cavalleria e da tre Ufficiali l’Araldo della Signoria  con lucco e copricapo a foggia di mazzocchino in panno rosso, il Bandieraio dell’Arldo in uniforme azzurra con l'insegna personale dell'Araldo, il Capitano di Guardia del Contado e del distretto e i Bandierai fiorentini. Figure rilevanti sono poi quella del Pallaio che porta i palloni del colore delle due squadre che disputeranno la partita, i Giudici e gli Arbitri il Gruppo dei Musici composto da tamburi, trombe e pifferi, il Capitano Generale delle artiglierie veste in panno azzurro e velluto scarlatto, gli Ufficiali delle Fanterie in numero di 26 preceduti dal Bandieraio con l'insegna della Parte Guelfa, il Comandante della Compagnia del Vaio, nobile a cavallo,  gli Archibusieri con morione a barca e corsaletto di cuoio trinciato, armati di archibugio e spada, gli Alabardieri con bacinetto fiorentino e corsaletto di cuoio, armati di alabarda e spada, i Fanti di Palazzo  in corazza, con berretta piumata, armati di picca e spada.  Pi arrivano i rappresentanti dei vari quartieri. Santo Spirito, Santa Croce, Santa Maria Novella, San Giovanni col nobile Commissario di Quartiere, le insegne i Capitani e i Fanti di ciascun distretto. Dopo ogni rappresentanza seguono i rispettivi calcianti con il Capitano e l’Alfiere. Poi ecco il Maggior Generale Sergente delle Milizie, nobile Comandante di tutta la Milizia fiorentina, sia a piedi che a cavallo, le Lance Spezzate con due nobili di scorta al Maggior General Sergente, i Colonnelli ed i Capitani delle bande a Cavallo con i  nobili cavalieri gli Staffieri ed i Bombardieri   addetti alla manovra ed la tiro delle quattro colubrine, i Bovari con la vitella ambito premio della squadra vincente, i Fanti dell’Ordinanza con borgognotta piumata e collarina, milizia cittadina armata di picca e spada, il Proconsolo delle Arti  in lucco di panno nero soppannato di giallo, seguito dal Bandieraio con l'insegna dei Giudici e Notai e da due Nunzi, il Tribunale di Mercatanzia composto dal Bandieraio con la relativa insegna e da cinque Ufficiali Magistrati, il Gruppo delle Arti Maggiori e Minori, gli Sbanideratori degli Uffizi gruppo di sbandieratori che giostrano le insegne delle 16 Magistrature civili da essi rappresentate. Sono preceduti dal Capitano e dai tamburini. i Fanti delle Corporazioni in divisa verde e raffaella rossa piumata, armati di picca e le Madonne in costume cinquecentesco. Nell'ordine di sfilamento dei quattro Quartieri, viene data la precedenza al Quartiere la cui squadra riportò la vittoria nella precedente partita.





Le Arti Maggiori e le Arti Minori


Il gruppo della Arti Maggiori assieme a quello delle Arti Minori, rappresenta il drappello più nutrito di tutto il corteo storico. Esse presero origine dalle "scholae", ovvero le associazioni di mestieri dell’antica colonia romana di Florentia. Esse però, non decaddero assieme all’impero romano ma si trasformarono nelle Corporazioni, o Arti, tipiche della città. In passato il loro potere crebbe moltissimo tanto da riuscire ad influenzare le decisioni politiche della Repubblica Fiorentina in moltissimi ambiti dalla religione alla guerra. Al di sopra di tutte le Arti vi era solo il Tribunale di Mercatanzia, un ente giuridico che aveva il compito di risolvere le diatribe che sorgevano tra le varie Arti. Il punto di riferimento religioso di tutte le Arti era, invece, la Chiesa di Orsanmichele ove le Arti festeggiavano tutte le loro ricorrenze comprese quelle dei Santi Patroni, raffigurati dalle statue che adornano le mura esterne della Chiesa. Ma chi faceva parte della Arti? Erano iscritti a queste corporazioni tutti i cittadini che svolgevano un’attività. Il compito delle Arti era quello di tutelare i diritti dei loro iscritti e della categoria in generale. L’attuale classificazione e suddivisione delle Arti è dovuta alla ristrutturazione che fu fatta nel XIII secolo.


Arti Maggiori:


Arte dei Giudici e dei Notai


Arte dei Mercatanti o di Calmala


Arte del Cambio


Arte della Lana


Arte della Seta o di Por Santa Maria


Arte dei Medici e Speziali


Arte dei Vaiai e Pellicciai


Le Arti Minori:


Arte dei Beccai

Arte dei Calzolai

Arte dei Fabbri

Arte dei Maestri di Pietra e di Legname


Arte dei Linaioli e Rigattieri


Arte dei Vinattieri


Arte degli Albergatori


Arte degli Oliandoli e Pizzicagnoli


Arte dei Cuoiai e Galigai


Arte dei Corazzai e Spadai


Arte dei Correggiai


Arte dei Legnaioli


Arte dei Chiavaioli


Arte dei Fornai


Gli Uffici e le Magitrature





Oltre al gruppo delle Arti fiorentine, l’altra principale rappresentativa della repubblica fiorentina che fa parte del corteo storico è quella degli Uffici e delle Magistrature, le cui insegne sono portate in corteo dai Bardierai degli Uffizi. Durante la loro lunga vita, ognuna di queste categorie subì numerose modificazioni sia nel nome che nelle competenze, rimanendo però sempre molto importanti per la città. Tutte le leggi passavano attraverso le loro manie e, ovviamente, quelle della Signoria con la quale avevano uno strettissimo rapporto di collaborazione. Gli Uffici e le Magistrature che, attorno al ‘500, occupavano i ruoli di maggior importanza in città erano 16, ovvero:







Ufficio dei Capitani di Parte Guelfa


Ufficio dell’Archivio Generale


Ufficio del Monte Comune (o Monte delle Graticole)


Ufficio degli Otto di Guardia e Balìa


Magistrato dei Cinque Conservatori del Contado e Dominio Fiorentino


Conservatori di Legge


Tribunale di Mercatanzia


Capitani di Orsanmichele


Ufficio dei Pupilli


Maestri di Dogana


Maestri del Sale


Ufficiali della Grascia


Maestri della Gabella dei Contratti


Ufficio delle Decime


Magistrato dell’Onestà


Maestri della Zecca


Luoghi di gioco


Le tradizionali manifestazioni del calcio storico, sia nella loro veste moderna sia in quella originale del periodo della Signoria fiorentina, sono state ospitate da molte piazze cittadine (Piazza Snata Croce, Piazza del Carmine, Piazza della Signoria , Piazza Santo Spirito, piazza Santa Maria Novella etc) ma anche da svariate altre città in tutta Europa ed oltre. Andando in ordine di vicinanza con Firenze, sono state disputate partite di calcio storico a Pistoia nel 1666, a Livorno nel 1732 e nel 1766 e a Pescia nel 1974. Nel resto d’Italia la città che ospitò per prima il calcio storico fu Roma nel 1570 in occasione della nomina a Granduca di Cosimo I de’ Medici, per poi bissare nel 1960 e nel 1980. Le altre città italiane che hanno ospitato il calcio storico fiorentino sono: Torino nel 1948 e nel 1959, Genova nel 1954 e nel 2003, Catania nel 1956, Agrigento nel 1980, Brescia nel 1982, Castelfranco Veneto nel 1986 e Piovera in provincia di Torino nel 2002. Per quanto riguarda invece le altre nazioni, affonda le sue radici nei secoli passati il legame che unisce il calcio fiorentino alla città di Lione. La prima volta che questa manifestazione si celebrò nella città francese fu nel 1575 in onore del re Enrico III per poi ripetersi, secondo le cronache ufficiali, solo nel 1998 con una sfida fra la rappresentativa toscana e quella transalpina. Infine è da ricordare la prima traversata dell’atlantico sostenuta da questa manifestazione nel 1976. In quella data i calcianti e tutto il corteo storico diedero vita ad un bellissime evento nel cuore degli Stati Uniti, nella città di New York.


Regolamento


Prima dell’inizio dell’incontro le squadre si entrano in campo al ritmo dei tamburi, secondo l’etichetta militare in vigore nel XVI secolo. Dopo la presentazione delle squadre, l’Araldo della Signoria annuncia la partita leggendo la "Grida": immediatamente dopo lo stesso Araldo darà l’autorizzazione al Maestro di Campo, prima vera autorità del calcio storico, ad iniziare l’incontro. Con il lancio del pallone da parte del Pallaio sulla linea centrale del campo ha inizio la partita. Lo scopo dei calcianti è quello d’insaccare il pallone nelle rete avversaria, realizzando così la "caccia". A complicare questo vero e proprio mix tra calcio e rugby c’è la possibilità di avvantaggiare l’avversario nel tentativo di segnare una caccia a proprio favore. I tiri verso la rete avversaria devono, infatti, essere fatti con moltissima precisione poiché una deviazione fortuita di un avversario così come il lancio del pallone sopra la rete rivale comporta la segnatura di mezza caccia a favore della squadra nemica. Ogni marcatura comporta il cambio di campo da parte delle due compagini. A tenere sotto controllo il gioco vi è il Giudice Arbitro assistito da due guardalinee e dal Giudice Commissario che segue il gioco da bordo campo. Anche da questi piccoli particolari si può notare la notevolissima somiglianza con il gioco del calcio che, con molte probabilità, prima di trasmigrare sulle rive del Tamigi per essere definito così come oggi noi lo conosciamo, ha vissuto la sua infanzia a Firenze. Ad aiutare il Maestro di Campo nel mantenimento dell’ordine sul terreno di gioco ci sono i Capitani delle due squadre. Al termine delle ostilità la squadra vincitrice dello scontro ricevere dello stesso Maestro di Campo una vitella di razza Chinina ed il Palio. In seguito alla consegna, così come sono entrate in campo, le due squadre e tutte le autorità del gioco escono dal terreno di gioco affiancati dai Bandierai degli Uffizi.




A Firenze si gioca al calcio storico




Il campo di gioco ed i giocatori




Il calcio storico fiorentino o "calcio in livrea" (dall’abbigliamento dei Calcianti, i partecipanti alle partite) si svolge in un campo rettangolare ricoperto di rena di misure non precisamente definite, in quanto nel corse dei secoli si è adattato alle misure delle piazze cittadine in cui si svolgevano gli incontri. La storia ricorda numerose partite giocate in Piazza Santo Spirito, in Piazza Santa Maria Novella ed in Piazza Santa Croce, ove tutt’ora si svolgono. A metà campo è posta una linea bianca che divide in due parti uguali il terreno di gioco: alle due estremità vi sono delle reti sostenute da palizzate poste per tutta la lunghezza del lato corto del campo. Al centro della rete vi è la tenda del Capitano e l’Alfiere della squadra. La durata di una partita è di 50 minuti. A contendersi la vittoria ci sono due squadre composte da 27 calcianti per parte: 4 Datori Indietro assimilabili ai moderni portieri, 3 Datori Innanzi che sono i difensori, 5 Sconciatori ad agire a centrocampo e 15 Innanzi o Corridori che ricoprono il ruolo di veri e propri attaccanti. La partita e' diretta dal Giudice Arbitro, coadiuvato da sei segnalinee e dal Giudice Commissario che risiede però fuori campo. Il Maestro di Campo sorveglia al di sopra di tutti lo svolgersi regolare della partita. Interviene in caso di zuffe per ristabilire l’ordine e mantenere la disciplina sul terreno di gioco.  I due Capitani delle squadre devono sedare le risse e pacificare gli animi dei propri giocatori. Al rullare dei tamburi il corteo si schiera e si compie la cerimonia del "saluto alla voce", secondo i comandi e le buone regole dell’etichetta militare del XVI secolo. Dopo la presentazione delle Milizie, l’Araldo della Signoria annunzia la partita leggendo "la grida" e commette al Maestro di Campo d’incominciare la caccia. Alla squadra che avra' realizzato il maggior numero di cacce, il Maestro di Campo consegnera' una vitella di razza Chianina ed il palio mentre i Musici intonano l’inno della vittoria. Dopo la consegna dell'ambito premio, il corteo ricompone lo schieramento iniziale.


Le partite passate alla storia




1491 Partita di calcio sull'Arno ghiacciato

1521 Partita di calcio nel cortile del Belvedere del Vaticano Leone X assiste dalla torre del Borgia

1530 Partita di calcio durante l'assedio di Firenze

1532 Partite di calcio in occasione del passaggio a Firenze di Margherita d'Austria, promessa sposa di Alessandro de' Medici. Durante festeggiamenti organizzati da Filippo Strozzi si giocarono alcune partite di calcio.

1558 Partita in occasione delle nozze di Lucrezia de' Medici e Alfonso II d'Este. Giovani nobili fiorentini giocano al calcio in piazza S.Croce

1569 Partita di calcio in onore dell'arciduca Carlo d'Austria, si gioca in piazza S.Croce.

1570 A Roma in occasione della nomina a granduca di Cosimo I de' Medici, si gioca al calcio alle terme di Diocleziano.

1575 A Lione si gioca al calcio in onore del re Enrico III. Grande ammirazione da parte dei francesi.

1576 Partita di calcio l'ultima domenica di carne! vale. Nellaa squadra dei bianchi c'è Pietro, figlio di Cosimo I de' Medici.

1584 Partita di calcio in onore di Eleonora de' Medici e Vincenzo I Gonzaga. Ogni caccia viene salutata da salve di cannone. Dopo la seconda caccia entrambe le squadre recitano un madrigale. Dopo la partita il banchetto per giocatori e spettatori, l'organizzazione sfarzosa costerà circa 6mila scudi. Presenti circa 40mila persone. Si gioca fino all'imbrunire

1586 Partite di calcio in occasione delle nozze di Virginia de' Medici e Cesare d'Este


1589 Partita di calcio in occasione delle nozze del granduca Ferdinando I de' Medici e Cristina di Lorena. Migliaia di fiorentini ad assistere alla partita alla quale seguono fastosi banchetti.

1604 Partita di calcio in occasione della visita di Ranuccio I Farnese

1605 Partita di calcio sull'Arno ghiacciato. Si gioca sui lastroni data l'eccezionale gelata dell'inverno

1609 In onore di Carlo I Gonzaga, in visita a Firenze, si gioca al calcio davanti alla chiesa di S.Croce.

1610 In onore dell'ambasciatore spagnolo Don Ferrante Borgia, in visita a Firenze, si gioca al calcio davanti alla chiesa di S.Croce.

1617 Partita di calcio in occasione delle nozze di Caterina de' Medici con Ferdinando Gonzaga. La partita di calcio viene organizzata da Ainolfo de' Bardi.

1626 Partita di calcio in occasione della visita dell'arciduca Leopoldo V d'Austria.

1650 Partita di calcio fra i "Piacevoli" e i "Piattelli". I Piacevoli hanno una divisa color car! ne, i Piattelli azzurra. Secondo la tradizione la partita ha uno svolgimento estremamente combattivo, simile a quello di una battaglia, alla fine vincono i Piattelli.

1666 A Pistoia si gioca al calcio, la partita viene organizzata dai monaci del Monte Oliveto.

1673 Si gioca al calcio presso la villa di Jacopo Salviati, organizza la gara Orazio Capponi, seguono sontuosi banchetti.

1680 Partita di calcio in maschera davanti a Santa Maria Novella. I giocatori sono mascherati da contadini e l'entusiasmo del pubblico rende impossibile il regolare svolgimento del gioco.

1681 Si gioca il 17 gennaio, ma durante la gara si affrontano in mortale tenzone Francesco Gerini e Filippo Piero Strozzi, il primo troverà la morte.

1689 Torneo in occasione delle nozze di Ferdinando de' Medici e Violante Beatrice di Baviera. La gara vede in campo la squadra europea e quella "asiatica". Gli europei vincono; la sera ha luogo un ballo a Palazzo Pitti, durante il quale gli Asiatici chiedono la rivincita agli Europei.

1691 Partita di calcio in occasione delle nozze di Anna Maria Luisa de' Medici e Giovanni Guglielmo di Neuburg. Alla partita assistono più di 20 mila spettatori.

1707 Gesto inconsulto di un caporale di polizia durante una partita di calcio a livrea Un caporale di polizia arresta un perturbatore della quiete pubblica durante la cerimonia. Ma poi è proprio lui ad essere arrestato e quattro giorni dopo la partita del 20 gennaio viene messo sul cavalletto di tortura, in seguito però viene graziato.


1712 Partita di calcio in occasione del compleanno di Violante Beatrice di Baviera. L'Alfiere da Bagnano viene ferito in uno scontro di gioco e portato nel Palazzo dell'Antella. Dopo le cure ritorna in campo.

1715 Il giocatore Francesco Guiducci urta bruscamente lo spettatore Vespucci che reagisce sguainando la spada.La baruffa si placa subito.

1732 A Livorno si gioca al calcio in onore dell'Infante Don Carlos di Spagna.

1739 Partita di calcio in onore di Francesco I di Lorena e Maria Teresa d'Austria

1766 A Livorno si gioca al calcio per la visita di Leopoldo II di Lorena e Maria Luisa di Borbone


A Firenze si gioca al calcio storico












postato da santamargherita alle ore 09:39 | link | commenti (20)
categorie: calcio, storia, firenze, toscana
lunedì, 16 giugno 2008

Lo spettacolo delle Millevele

Lo spettacolo delle Millevele le regine del mare nel golfo



Spettacolo di colori sul mare di Genova. Domenica 1 giugno 2008 si è tenuta la regata «Millevele», aperta a chiunque volesse cimentarsi con la propria imbarcazione. Davanti alla città si sono sfidati 380 scafi, record della manifestazione. Il tutto nonostante la 'maccaia', ossia la bonaccia da scirocco in dialetto genovese.




postato da santamargherita alle ore 10:51 | link | commenti (11)
categorie: mare, liguria, genova, acqua, vele, regata
lunedì, 16 giugno 2008

Premio




 pico




Ho ricevuto questo bellissimo premio da




Blogger: ludmillaParker Ludmilla Parker - http://parkavenue.splinder.com/




e da




Blogger: ZioNemo ZioNemo http://zionemo.splinder.com/




che ringrazio di cuore.




Per quanto mi riguarda penso che tutti i blog che frequento meritino questo premio, ma dovendone scegliere 5, cercherò di nominare quelli che, se non sbaglio, non l'hanno ancora ricevuto.






Fatte queste premesse, segnalo questi 5 blog:




Blogger: SoleLuna05 Sole Luna - http://www.soleluna05.splinder.com/




Blogger: lo_struzzo_nero lo_struzzo_nero - http://struzzonero.splinder.com/




Blogger: donnaFlora donnaFlora - http://appuntiblocknotes.splinder.com/






Blogger: ladolcetempesta ladolcetempesta - http://ladolcetempesta.splinder.com




Blogger: yetiste yetiste - http://scalomerci.splinder.com/


Questo è il regolamento per chi lo riceve :




1) scegliere 5 blog che si considerano meritevoli di questo premio, per creatività, design e materiali particolari utilizzati, e che diano un contributo alla comunità dei blogger, indipendentemente dalla lingua!




2) ogni premio assegnato,deve avere il nome dell'autore e il collegamento al suo blog, così che tutti lo possano visitare;




3) ogni premiato deve esibire il premio e mettere il nome e il collegamento al blog di colui che ti ha premiato;




4) Il premiato deve mostrare il collegamento con il blog ARTE Y PICO  dove nasce l'iniziativa http://arteypico.blogspot.com




5)  pubblicare le regole.




 




 

postato da santamargherita alle ore 08:58 | link | commenti (8)
categorie: premio
venerdì, 13 giugno 2008

IL Caso Serviatti


IL Caso Serviatti


A.a.a. cercasi donna da amare e poi uccidere

di Paolo Bertuccio


 


«Pensionato, 450 lire mensili, conoscerebbe signorina con mezzi, preferibilmente cameriera, scopo matrimonio». La donna di servizio ripiega il giornale, guarda fuori dal balcone, il balcone di una elegante casa romana dove presta servizio, e fa mentalmente i suoi conti. Non che ci sia da ragionare troppo, tutto sommato: 450 lire sono un bel reddito, di questi tempi. I requisiti ci sono, e se l’uomo che ha scritto l’annuncio non è proprio sgradevole - continua a rimuginare - forse è la volta buona che divento signora. Nel 1932 non si può essere ancora signorina a quarant’anni suonati. Così Paolina Gorietti approfitta di una pausa nei lavori di casa per rispondere a colui che spera possa diventare il suo principe azzurro. Non sa che la persona a cui sta scrivendo col cuore pieno di speranza sarà invece il suo carnefice. A La Spezia una donna va all’ufficio postale e ritira un mazzetto di lettere che sono arrivate alla sua casella. Contengono proposte di matrimonio: niente di strano, se consideriamo che, all’inizio degli anni Trenta, è ancora costume trovar marito o moglie per corrispondenza. Il fatto singolare è che queste lettere non sono indirizzate alla nostra donna, che si chiama Angela, ma al marito. Angela lo sa, e infatti quando torna a casa si siede al tavolo insieme ad una ragazza che la aiuta in queste faccende e, insieme a lei, apre una busta dopo l’altra. Leggono attentamente, scartano, selezionano e, finalmente, rimane una sola missiva. Allora Angela chiama il marito e gliela fa leggere. Anche lui è d’accordo: va bene, è quella che fa per noi.

Il marito di Angela si chiama Cesare Serviatti e, anche se abita da tempo a La Spezia, è nato a Roma nel 1875. È un signore basso di statura, grassoccio, con due grossi baffi e sempre meno capelli. Tutt’altro che un figurino, ma è anche vero che gli anni, quasi sessanta, si fanno sentire. D’altra parte è simpatico, sicuro di sé, ispira fiducia. Ha cambiato molti mestieri, nella sua vita, ma quelli che gli sono piaciuti di più sono stati l’infermiere, al Policlinico della Capitale, e il macellaio. Ha anche gestito una pensione nella città ligure. Ora di mestiere ne ha inventato uno molto redditizio. O meglio, l’ha copiato da un francese che si chiama Henri Landru. Si tratta di pubblicare annunci matrimoniali sui quotidiani, fidanzarsi, dopo un’accurata indagine patrimoniale, con le donne che rispondono alle inserzioni, sottrarre alle poverine ogni avere e infine dileguarsi. Lo aiuta la moglie, anche lei conosciuta tramite un annuncio. Se si limitasse a questo, Serviatti sarebbe un odioso truffatore, ma nient’altro. E invece c’è di più.
A metà novembre del 1932 tutta l’Italia discute animatamente del caso della donna tagliata a pezzi. Su due treni, uno giunto a Napoli e l’altro a Roma, sono stati trovati compressi in tre valigie i resti di una donna orrendamente sezionata. Anzi, macellata, però da qualcuno che un minimo di anatomia la conosce. Un lavoro fatto lucidamente, da mani esperte. Anche Cesare Serviatti commenta ad alta voce le cronache del terribile ritrovamento e delle lunghe ed infruttuose indagini per dare un nome a quei resti. Commenta e si indigna, come tutti gli altri. Lo fa per non dare nell’occhio: nessuno deve sapere che è stato lui a circuire, derubare ed uccidere, mettendo il cadavere in quelle famigerate valigie, Paolina Gorietti, nata ad Assisi, cameriera in quel di Roma. Nessuno, nemmeno la moglie, che pure è a conoscenza della sua losca attività truffaldina e, a volte, lo aiuta. Lo aiuta, ma non sa nulla di questo vizio di ammazzare a cui Cesare, più di una volta, non ha saputo resistere.     Serviatti è tranquillo, perché le indagini stanno andando avanti da quasi un mese e la donna fatta a pezzi non ha ancora un nome. Prima si è fatta avanti una portinaia di Torino, la cui figlia era scomparsa, ma che è stata poi ritrovata viva e vegeta. Stesso copione per un medico di Empoli, la cui moglie, diceva, era fuggita a Genova a far la bella vita. A stretto giro di posta, tutti gli altri. Cinquecento donne scomparse ritrovate grazie alle indagini sul cadavere in valigia. Nel frattempo si è fatto vivo un testimone, che sul famoso treno ha visto Serviatti salire a La Spezia con due valigie e scendere a Livorno, lasciando a bordo il bagaglio. Ma Serviatti non si preoccupa. Lui sceglie donne sole, molto sole, affinché nessuno ne denunci la scomparsa. Anche Paolina Gorietti è una donna sola. Ha solo i genitori, che vivono in Umbria e coi quali comunica saltuariamente. Serviatti, comunque, la convince a non parlare con papà e mamma della loro relazione. Ma Paolina non è così sola. Olga ha una ventina d’anni e fa la donna di servizio a Roma. È molto amica di Paolina Gorietti perché le due donne sono conterranee: Olga, infatti, è perugina. Si confidano tutto, e naturalmente la più anziana, ma ingenua, Paolina racconta per filo e segno alla giovane e smaliziata Olga di quello spezzino così buono e simpatico, che dice di essere un maresciallo in pensione e che la porterà all’altare, facendola felice. Olga sente puzza d’inganno, e quando Paolina va a salutarla perché, racconta, va a vivere in Liguria con il suo amato, la mette in guardia: «Attenta, potrebbe venir fuori che il tuo cavaliere è gia sposato». Con la testa ormai proiettata verso una nuova vita, Paolina non dà peso alle parole di Olga e parte, portando con sé dodicimila lire in contanti, quasi tutti i propri averi.
Quando, finalmente, grazie alla segnalazione della giovane domestica di Perugia, si accerta che la donna fatta a pezzi è proprio Paolina Gorietti, di anni quaranta, è il 12 dicembre. Dopo quasi un mese di buio, le indagini arrivano alla svolta decisiva. Cesare Serviatti viene catturato in casa il giorno dopo, mentre cena con la moglie. Dopo poche ore confessa di avere ucciso la Gorietti con un calcio, per legittima difesa, dopo che la donna aveva tentato di uccidere lui con un rasoio. Una versione per nulla convincente: il referto medico parla chiaramente di morte per strangolamento. Nel frattempo, gli inquirenti mettono in relazione a questo delitto un altro omicidio, consumatosi a Roma due anni prima. La vittima, Bice Margarucci, prima di essere ritrovata morta nel Tevere, aveva risposto ad un misterioso annuncio matrimoniale. Serviatti confessa questo ed un altro assassinio, quello di Pasqua Bartolini Faraboschi, una vedova strangolata nel 1928 proprio nella pensione gestita dall’emulo di Landru. Nel descrivere le modalità con cui ha ucciso, però, il killer è evasivo: tenta la carta dell’infermità mentale, dichiarando di avere ucciso nel sonno, spinto da una forza misteriosa. Di vero, in queste affermazioni, c’è solo il luogo del delitto: il letto. Serviatti uccide le proprie vittime mentre ha un rapporto sessuale con loro. Le strangola, e prova piacere nel farlo. Commette anche atti di necrofilia e gli piace dormire e mangiare accanto al cadavere. Un movente morboso, oltre a quello d’interesse. Viene processato per direttissima a La Spezia e giudicato capace di intendere e di volere. La condanna a morte è eseguita. Alle 6,24 del 13 ottobre 1933 Serviatti viene giustiziato dalla scarica di moschetti del plotone di esecuzione nel poligono di Chiara Vecchia, a Sarzana.



postato da santamargherita alle ore 11:22 | link | commenti (14)
categorie: cronaca, omicidio, criminalitĂ 
venerdì, 13 giugno 2008

Rooney sposo a Portofino, festa da 5 mln

Rooney sposo a Portofino, festa da 5 mln


Tre giorni di festa, farfalle come bomboniere. Per la band (Westlife) spesi 250 mila euro. Solo 64 alla cerimonia.


SANTA MARGHERITA LIGURE (Genova) — Cinque milioni di euro. Se non è un record per un matrimonio, poco ci manca. La cifra l'ha pagata il più forte giocatore inglese in attività, l'attaccante del Manchester United Wayne Rooney (22 anni, ingaggio annuo da 13 milioni di euro), per sposare in Italia la sua storica e coetanea fidanzata Coleen McLoughlin (lei ha scelto la Liguria dopo esserci stata in vacanza). La cerimonia è iniziata ieri e terminerà sabato quando, alle 17, nella chiesa di San Michele di Pagana (l'unica disponibile in zona), padre Edward Quinn fatto appositamente arrivare da Liverpool, celebrerà le nozze religiose. Tre giorni di festa, bevute e mangiate di pesce per i 64 invitati (fatti arrivare in Italia con voli privati, costo 400 mila euro), tutti amici e parenti degli sposi (bassissima percentuale di celebrità annunciate: i calciatori Wes Brown e Steven Gerrard). La cifra monstre è stata pagata al 50% dal settimanale gossiparo Ok Magazine in cambio dell'esclusiva fotografica, lasciando a bocca asciutta le decine di fotoreporter e troupe tv britanniche che da giorni stazionano tra Santa Margherita e Portofino.


L'attaccante del Manchester United Wayne Rooney e la sua storica fidanzata Coleen McLoughlin. I due si sono sposati a Portofino con una festa da cinque milioni di euro (Afp)


(Afp)


Giovedì mattina, alle 10.30, si è svolto il rito civile. A Villa Durazzo, dimora cinquecentesca di rappresentanza del Comune di Santa Margherita, davanti al vicesindaco Giovanni Costa e a una quindicina di invitati (testimoni e parenti stretti), la coppia ha detto il primo «Yes». Lui in completo nocciola e senza cravatta, lei vestita di bianco. Poi, il corteo di Mercedes e van scuri si è diretto verso La Cervara, ex abbazia a picco sul mare (sede di altri matrimoni celebri: quelli della popstar Rod Stewart e di Zulemita Menem, figlia dell'ex presidente argentino, prima che la cappella interna venisse sconsacrata), per dare il via al party protetto da 100 addetti alla sicurezza. A far commuovere e ballare sposi, amici e parenti le ballate dei Westlife (250 mila euro l'ingaggio), ex boy band (i ragazzi sono tutti abbondantemente sopra i 30) irlandese di cui Coleen è una fan sfegatata. Dopo il taglio della torta, le bomboniere dalle quali si sono alzate in volo, a stento, farfalle importate dalla Thailandia e conservate in frigorifero.


Villa Durazzo, dove sono state celebrate le nozze


La marcia nuziale del «bad boy» del calcio inglese (caratterialmente Rooney è una specie di Cassano d'Oltremanica), era iniziata martedì sera con un altro party, in maschera con musica house a tutto volume, questa volta a bordo del «RM Elegant», megayacht affittato per 100 mila euro al giorno (Wayne l'ha prenotato per tre giorni). A bordo, la coppia ha passato la prima notte di nozze dopo aver alloggiato all'hotel Bentley di Genova (parenti e amici allo Splendido di Portofino), dove, al mattino, per colazione hanno ordinato sempre lo stesso menu: uova, pancetta e champagne. Ricostituente necessario per il calciatore reduce, prima di arrivare in Liguria, dall'addio al celibato: cinque giorni a Ibiza in compagnia dei suoi dieci migliori amici in una performace alcolica non stop. Costo: 250 mila euro.


di Roberto Rizzo - fonte corriere della sera



La coppia a Portofino


La coppia a Portofino


Coleen McLoughlin a Portofino


La coppia a Portofino (Emmevì)


 


La coppia a Portofino (Emmevì)


La coppia a Portofino (Emmevì)


Coleen McLoughlin (Olympia)

postato da santamargherita alle ore 09:05 | link | commenti (2)
categorie: liguria, portofino, santa margherita ligure, matrimonio vip
mercoledì, 11 giugno 2008

Test di Altroconsumo sulle insalate in busta

Test di Altroconsumo sulle insalate in busta


Le insalate in busta analizzate non presentano particolari problemi dal punto di vista igienico. Il punto senza dubbio debole è il loro prezzo. Sempre meglio fresca e di stagione. Gira e rigira, il consiglio rimane quello di acquistare, quando possibile, verdura sfusa e intera: è ricca di vitamine e, se consumata in breve tempo, conserva tutto il suo originale sapore; inoltre, la qualità è visibile a occhio nudo.


 Insalate acquistate nei supermercati

In realtà, nonostante l'ondata naturalista e salutista di gran moda nel nostro Paese, i prodotti già pronti e confezionati spopolano in molte famiglie italiane. E così succede anche per le verdure: il loro punto di forza è, naturalmente, la comodità. Basta solo aprire la busta, metterle in tavola e condirle. Questa comodità si paga però cara a livello di portafoglio. Nel marzo scorso alcuni inviati di Altroconsumo sono andati nei supermercati di quattro città (Milano, Roma, Bari, Palermo) e Hanno acquistato della rucola da selezionare e lavare a un prezzo medio di circa 3,98 euro al kg. Negli stessi punti vendita hannotrovato lo stesso tipo di insalata, ma già lavata e imbustata, a un prezzo medio di 10,75 euro al kg. Considerando che in Italia il consumo medio pro capite di insalata è di 4 kg all'anno e prendendo come esempio una famiglia di quattro persone, il conto è presto fatto: a fine anno chi sceglie di acquistare e lavarsi la rucola sfusa risparmia circa 110 euro. La situazione non cambia se ci si orienta sulla scarola: al supermercato si trova sfusa a circa 1,44 euro al kg, mentre in busta  costa mediamente 9,20 euro al kg. Risultato? In un anno una famiglia di quattro persone che sceglie di lavarsi la scarola si tiene nel portafoglio circa 125 euro. Il risparmio può anche aumentare se al posto della grande distribuzione si  fa la spesa al mercato.


Verdura in busta: consigli per gli acquisti

Anche se il costo è elevato e la qualità non sempre brilla, non è il caso di bandire completamente dalle nostre tavole le verdure di IV gamma, cioè quelle lavate e pronte da condire.


Ecco alcuni consigli che possono essere utili per un consumo in tutta sicurezza di questi prodotti:




  • la qualità di conservazione dipende dal rispetto della catena del freddo. Al momento dell'acquisto verificate che le confezioni siano tenute nei banconi frigorifero ed evitate di scegliere quelle che si trovano più all'esterno nei banchi, che più facilmente sono soggette alla influenza della temperatura ambiente;



  • è meglio consumare queste ve